Forni, genitori e che la forza sia con me

Ore 9, Barceloneta si sveglia. Ho accompagnato i miei alla fermata del bus, dopo aver fatto colazione al forno di Montse e Meritxell. Questo forno meriterebbe un post tutto per se, segna l’apertura di molte mie giornate con croissant al cioccolato e cafe con leche rigorosamente in tazza.  Ci sono Montse e Meritxell che ti salutano in catalano e ti chiedono “Que vols esmorzar, reina?“, e ormai lo sanno che io non ci riesco a bere il caffellatte nel bicchiere di vetro, così me lo preparano sempre nella tazza. E poi dedicano a ogni cliente almeno uno scambio di battute, così, per non lasciarti in silenzio di fronte alla colazione. E oggi quando hanno salutato i miei genitori una delle due ha detto a mia madre ” non si preoccupi, che ci prendiamo cura di lei”. Anche una colazione fatta bene in un forno catalano è un modo per sentirsi a casa. E mia madre ha sorriso.

Comunque dicevo, ho accompagnato i miei alla fermata del bus e dentro di me ero così serena, felice di aver passato cinque giorni con loro, senza un litigio, senza malumori che abbiano rovinato la loro permanenza qui. Ce la siamo goduta appieno stavolta, la compagnia reciproca. Sì che c’è stato un momento di tensione, quando sabato sera mia madre mi ha chiesto – con gli occhi di chi sa giá che riceverà una risposta scomoda – dove sto pensando di andare in viaggio questo’anno. E ho viste le nubi che hanno velato il suo sguardo nel momento in cui le ho detto del posto oltreoceano in cui vorrei passare il mese di ottobre. Ma la voglia di non rovinare il fine settimana, di non ricadere nel cliché dei litigi raccolti dalle pareti del mio mini-appartamento, mi hanno dato questa attitudine zen che ha salvato il weekend. E devo dire che pure mia madre è stata brava, a non voler permanere nel mood negativo-ansioso.

Una bella sensazione di forza interiore, di distanziarmi dal malumore materno ed essere convinta della mia scelta. Sono piccole conquiste, apparentemene insignificanti agli occhi dei piú, ma che mi rendono orgogliosa dei miei passi avanti, della costruzione della vita che voglio davvero, e di come voglio vederci me stessa. Comoda, forte, serena. É cosí che voglio essere, è cosí che vorrei mi vedesse mia madre. E che fosse felice per questo.

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