Mollemente procrastino

Da quando sono arrivata a vivere qui – o forse da quando la mia vita è radicalmente cambiata, giá nei primordi, giá solo dopo quel click che tutto rivoluzionó – insomma, da diverso tempo ormai – ho affinato la dote di procrastinatrice.

Ho un ricordo della me precedente piú efficiente, piú rapida, piú qui e ora – leviamoci il peso – prima il dovere e poi il piacere. Una roba cosí. Chissá, magari era un po’ dovuto al ritmo della mia vita milanese e della frenesia che seppur involontariamente aveva preso possesso di me, quella corsa contro gli orari della 90, la metro, gli orari di punta sui mezzi pubblici con i gomiti stretti e il naso per aria per respirare meglio (ricordo in particolare il terrore precedente l’arrivo alla fermata Cadorna, quando la fiumana umana si riversava dentro il vagone come un blob indefinito che spingeva e spingeva), il badge da passare alle 9 in punto del mattino. Quelle cose lí, chissá. Che adesso non ci sono piú, lasciando spazio a una molle vita fatta di sole che entra dalla finestra, divano, caffelatte e brioche presi al forno sottocasa, uova e pollo al mole per le colazioni dei giorni da campione, una sbirciata al mare, un cenno di saluto alla mia dirimpettaia indiana, una lettura veloce delle notizie online e poi – sempre con calma, caaaalma – uscire verso mezzogiorno, ritirare una bici dalla stazione sotto casa e pedalare fino alla Clinica. In tutta questa mollezza, procrastino finché posso.

E le conseguenze di questo procrastinare sono molteplici. La piú fresca, con cui mi sto imbattendo oggi – che ho un giorno di riposo per aver lavorato lo scorso fine settimana – è la consapevolezza di non essermi ancora iscritta all’AIRE.

L’AIRE è questa mitica figura istituzionale che accoglie fra le sue braccia gli Italiani all’estero. Dopo mesi e mesi di tergiversamenti, e distrazioni, e pensieri alla “domani è il giorno migliore”, ieri ho ricevuto una mail importante in cui mi si richiede l’indirizzo di residenza attuale. Brividi freddi quando mi sono resa conto che il mio indirizzo di residenza attuale è ancora mollemente registrato in un ufficio anagrafe italiana.

Quindi con tanta buona volontá oggi ho accumulato i documenti che mi servono, preparato tanti bei pdeffini, li ho caricati su una pennina USB con l’intenzione di andarli a stampare e inviare tutto al Consolato Italiano.

Ora, per non farmi mancare l’ultimo momento di procrastinazione, mi sono messa a scrivere questo post, anziché infilarmi le scarpe e camminare fino alla Biblioteca del quartiere per stampare tutto questo papeleo.

Peró ora vado eh.

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2 thoughts on “Mollemente procrastino

  1. è una sensazione strana quella di avere a che fare con l’AIRE. alla fine non importa nemmeno da quanto tempo sei all’estero, ma è un passo. peraltro molto evidente, pieno di formalità. io l’ho rinviato per meeeeesi.

    • Io ci ho messo un pomeriggio per decidermi a mandare tutto…è che ho proprio paura delle formalità… Comunque si, è un passo importante, molto simbolico 🙂

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