Ti trovo la donatrice

Una delle cose che rientrano nei miei compiti alla clinica è assegnare una donatrice di ovociti alle pazienti che, per i motivi più vari, non possono rimanere incinta contando sul loro apparato riproduttivo.

La legge spagnola è mooooolto aperta dal punto di vista della procreazione assistita (almeno finché dura….vista la mazzata data di recente alla legge sull’aborto): quindi se tu, donna, non puoi avere un bimbo coi tuoi ovociti, ché magari non sono di buona qualità o sei già in menopausa…don’t worry, io ti cerco la donatrice. Ci sono infatti tante ragazze dalle origini più disparate che si sottomettono a cicli di stimolazione ormonale per produrre abbastanza ovociti da assegnare alla paziente che non ha più un’attività ovarica. Un atto dettato dall’altruismo o dalla necessità economica…dipende dalla donatrice. La maggior parte di loro ha meno di 30 anni e rampanti ovociti pronti a essere fecondati.

La parte creativa per me è trovare la donatrice più adatta alla paziente. Non si tratta solo di somiglianza fisica ma anche di altri fattori più tecnici da combinare insieme, il che rende la ricerca a volte più complessa del previsto.

Devo essere sincera: la prima volta che mi son trovata da sola di fronte alla lista delle pazienti a cui trovare una donatrice ho avuto una crisi di coscienza. Guardare le foto di paziente e donatrice, leggerne le cartelle cliniche, capire se fossero compatibili….mi sono sentita d’improvviso insignita di una responsabilità troppo grande, cercare una madre genetica per una donna non fertile in cerca di un figlio.

Mi è caduta addosso l’allucinazione della procreazione assistita, la sensazione di poter far tutto grazie alla tecnologia. Ti fa sentire molto potente, con qualche click trovi la donna che può realizzare il sogno di un’altra donna. Per una persona perfezionista come me questo ha significato impazzire sui dettagli, sudare freddo al ritmo degli “e se…” che mi ronzavano per la testa.

E se poi con questa donante non rimane incinta?

E se le andava meglio quell’altra donante?

E se poi il bambino non le assomiglia per niente?

Una serie di dubbi esistenziali che mi hanno fatta tornare a casa col magone, la prima sera. Mi sembrava che le donatrici che avevo trovato non fossero abbastanza somiglianti o buone per la pazienti. Mi sembrava di aver fatto una scelta ENORME con conseguenze troppo importanti per la vita di una persona. Ho dovuto dedicare una sessione con la psicologa solo a questo tema. E forse altre sessioni verranno. Ora va meglio eh….inizio a vedere il mio “potere” come la possibilità di fare un dono alla paziente, scegliere il meglio per lei, pur senza aver la garanzia di poter realizzare il suo sogno al 100%.

Non è stato facile. Però che soddisfazione quando arrivano i test di gravidanza positivi con le donatrici scelte da me!

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2 thoughts on “Ti trovo la donatrice

    • Non posso che darti ragione…piccoli click che cambiano la nostra vita o quella di altre persone. Bisogna apprezzare anche il potere di questi dettagli 🙂

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