Di meritate vacanze e ricordi al neon

Immagine

Dopo la parentesi isolana – una tradizione dura a morire da quando vivo fuori dall’Isola, ma che ora sto decisamente cercando di accorciare nei tempi – le mie ferie continuano.

Sono ferie costellate da viaggi aerei, avendo dovuto concentrare diversi momenti di dovere/piacere in questi primi 20 giorni di novembre.

Sto peró apprezzando enormemente questa nuova possibilitá di prendermi le ferie “fuori stagione”. É vero che ho dovuto lavorare tutta l’estate, ma vivendo di fronte al mare non ho subito troppo il peso del lavoro estivo. Ricordo invece con un piccolo brivido la smania di arrivare alle vacanze agostane quando vivevo e lavoravo a Milano. Trattandosi di grandi aziende che vivevano un calo della mole di lavoro solo in agosto, il tacito obbligo per noi dipendenti era ripartirci le ferie nel mese di punta. Al massimo si poteva considerare la fine di luglio o i primi di settembre (e solo nel caso non ci fossero presentazioni extra richieste dai clienti). E ovviamente non si poteva pensare di chiedere piú di 2 settimane (anche perché il famigerato “contratto collettivo nazionale del commercio” non permetteva grandi alternative).

Alla fine del mio primo anno di lavoro, quando arrivó agosto e avevo sul groppone mesi di intenso intensissimo lavoro in ufficio (con una capa che – versione milanese di Miranda Priestly – mi faceva vedere i sorci verdi ogni giorno), faticai cosí tanto a realizzare che ero finalmente libera per due settimane, che mi ci volle tutto l’attraversamento notturno in nave verso l’Isola per assimilare la sensazione di essere in ferie. Continuavo a pensare a cosa stavo lasciando in sospeso e al lavoro che mi aspettava al rientro, peró allo stesso tempo guardavo il paesaggio intorno, i boschetti liguri che costeggiano la A7 e lasciavo che i miei occhi si riabituassero alla luce naturale, dopo tanto tempo e taaaaante ore di straordinari non pagati passati sotto il neon a preparare presentazioni in Power Point. Penso si trattasse di una vera e propria sindrome da stress. E in quel momento mi resi conto veramente che no, la vita di ufficio e le ferie obbligate ad agosto non mi facevano per niente bene. Correva l’anno 2008. Sono passati 5 anni e finalmente ci sono riuscita, ad avere un lavoro che mi permetta la flessibilitá di scegliere quando voglio andare in vacanza. Quando ho bisogno di staccare.

C’è da dire che il contratto collettivo di cui usufruisco qui (Convenio colectivo de trabajo para el sector de establecimientos sanitarios dehospitalización, asistencia, consulta y laboratorios de análisis clínicos) è uno dei contratti spagnoli con piú agevolazioni per i lavoratori. Fra le quali rientrano, con mia grande soddisfazione, 35 giorni di vacanze da distribuire durante l’anno (o anche tutte insieme se volessi, ma io non voglio!).

Quando, durante il mio primo giorno di lavoro in clinica, mi avevano spiegato un po’ le caratteristiche del nostro contratto di lavoro, non mi sembrava vero. Mettere finalmente un punto all’agonia dell’attesa ferie del mese di agosto! Andare in vacanza in bassa stagione!

Non ho per nulla nostalgia della vita lavorativa milanese. Le vacanze sono solo uno dei punti forti della mia nuova realtá lavorativa barcellonese. Un post a parte meriterebbe il discorso dell’imposizione fiscale Spagna vs Italia, e di quanto rimane in tasca ai lavoratori qui e lí.

Ma lo prepareró bene quando torneró dalle mie vacanze 🙂

Annunci

4 thoughts on “Di meritate vacanze e ricordi al neon

Cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...