Parsimoniose ferie

Le ferie sull’Isola hanno di nuovo quasi lo stesso sapore, ora che gli stravolgimenti della mia vita si stanno lentamente sedimentando sulla rassegnazione familiare.

Hanno sempre quel profumo di paese e fumo dei caminetti (che pur con 25 gradi, siamo pur sempre a novembre e la legna è giá pronta in giardino, vuoi non accendere il camino?!). Ci sono i fruscii del mattino e le porte che si aprono la mattina mentre tutti si preparano per andare a scuola a lavorare.  C’è mia nonna sulla sua poltrona in cucina che recita il rosario (e che mi ha aggiunto con menzione speciale alla sue preghiere in quanto persona che vive lontano da casa, al pari di mia zia che sta in Australia).  Poi c’è Carletto il gatto cieco, che da un anno a questa parte si è assicurato il suo posto in casa e una porzione di cuore (chi l’avrebbe mai detto) di entrambi i miei genitori.

Parte della nuova filosofia di conciliazione della mia nuova vita e della vecchia è comunque il fermo proposito di non passare qui troppi giorni. Non per cattiveria né per disamore nei confronti della mia famiglia. Ma perché qui c’è ancora tanto che riesuma pensieri e nostalgie, e voglio affrontare questo processo di riappropriazione della MIA Isola (non piú nostra) con calma e parsimonia.

E poi Barcellona giá mi manca un pó.

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