Digestione lenta

Surreale sensazione di calma. Mi sono svegliata così stamattina, dopo essere andata a letto soffocando singhiozzi e chiedendomi ma chi caspita me l’ha fatto fare a tornare a casa per 10 giorni. Poi boh, forse avevo solo bisogno di dormirci su. Forse semplicemente dovevo piangerci su. Visto che mi ero alzata alle 4, fatto un viaggio verso l’aeroporto di Girona con un tizio bastante viscido che mi ha regalato una bottiglia di champagne ma che si è offerto di svegliarsi alle 3 del mattino per portarmi all’aeroporto e io ho deciso che sì, magari un po’ di sano opportunismo ogni tanto nella mia vita ce lo posso pure infilare. O visto che quando sono atterrata sull’Isola quell’odore di cherosene d’aereo misto a profumo di campagna mi ha fatto ricordare che alla fine questa è sempre Casa, e poi mio padre è pure arrivato in ritardo all’aeroporto e non c’era nessuno ad accogliermi così mi son detta che sì, ci sta bene, tornare a Casa senza nessuno che mi accoglie, in pieno piccola-fiammiferaia-style, così mi calo subito nell’idea che sono tornata single dopo 13 anni, che non c’entra un piffero con mio padre in ritardo, però va bé, mi piace provocarmi. Ma sarà anche che il viaggio di ritorno verso il paese è stato pacato, e mio padre mi ha chiesto mogio mogio e con circospezione se ci fosse rabbia da parte del mio lui per tutto questo, e che quando è entrata mia madre in macchina i toni invece si sono alzati e mi sono resa conto che i miei non sanno comunicare tra loro senza alzare la voce, ma così – pour parler.
Ma c’è anche il rendersi conto che no, nel vocabolario della mia famiglia la parola incoraggiamento non è contemplata, e che il concetto di appoggio si basa sulla commiserazione mista a tristezza sospirata – e allora non capisco perché ancora non abbiamo iniziato tutti insieme a strapparci i capelli e piangere sonoramente in gruppo come delle prefiche al un funerale. E quindi prima digerisco questa idea, prima starò meglio. Magari.
E poi c’è lei, la casa, ci sono le montagne fuori dalla finestra, c’è il giardino, la mia camera con il letto matrimoniale, e una marea di ricordi che si fa avanti da ogni angolo e ti becca a tradimento e ti fa sembrare impossibile vivere di nuovo tutto questo ma senza di lui, che c’è sempre stato.

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