Ardiente Impaciencia

Quando ero bambina scrivevo racconti e poesie. Racconti su una mucca e poesie sui panni stesi ad asciugare tra le vie di Cagliari. Mi ero scelta uno pseudonimo,Giulia Calli.

Quando sono diventata ragazza ho sentito il bisogno di superare i confini dell’Isola e attraversare il Mediterraneo. L’ho fatto e non sono più tornata, se non in sporadici intervalli idilliaci di mare e famiglia e amici e profumo di colline seccate dal sole. Ho portato la nostalgia dell’Isola nelle nordiche lande lombarde, barcamenandomi tra colloqui di lavoro, nuovi amici, convivenza, traslochi e momenti di sconforto. Cercando un equilibrio che stentava ad arrivare, che mi è sembrato di afferrare e, oggi, mi sfugge di nuovo.

L’ardiente impaciencia è la mia condanna.

Voler vivere la vita come viene e avere il coraggio di farlo solo ora, che ho appena abbandonato il decennio dei venti.

E’ questa l’espressione del momento. Una smorfia  dedicata a me stessa, a quello che non ho avuto il coraggio di cambiare fino a oggi e all’equilibrio, questo sconosciuto.

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